sale trasparenteArcipelago ŠCEC

ArcipelagoŠCEC è un’associazione che nasce nel 2008; ne fanno parte tutti coloro che attivamente si dedicano allo sviluppo del progetto della Solidarietà ChE Cammina.


Ogni attività è volontaria e i proventi delle donazioni vanno a sostenere i costi vivi di funzionamento. 


Lo ŠCEC è un progetto, nato dalla gente per la gente dove tutti vincono e nessuno perde.

Attraverso la solidarietà reciproca che si manifesta nell’uso dello ŠCEC, vincono le famiglie che ottengono un supporto reale al loro reddito e vincono le attività locali che vedono incrementare il loro fatturato.

oro traspPerchè Arcipelago

Arcipelago è formato da persone che si sono riunite per offrire il loro contributo alla costruzione di un mondo migliore. Arcipelago è impegno civile per arginare il degrado delle comunità locali, per sostenere famiglie e imprese riscoprendo insieme la mutualità e la solidarietà reciproca.

Per Arcipelago il locale è un concetto aperto e sempre in continua espansione; usando una metafora si parte dal risanamento della cellula per arrivare a risanare l’intero organismo, in altre parole si risana la comunità locale e poi la si mette in relazione con le altre in cerchi geografici sempre più ampi. Per questo per Arcipelago la comunità locale è il paese, ma anche la città, la regione, fino a considerare l’intero pianeta una grande comunità locale.

Lo ŠCEC rispecchia bene questo concetto perché è unico e circola liberamente in tutto il circuito nazionale e si adatta benissimo a qualsiasi valuta anche fuori dall’euro. Da questo insieme di comunità locali che collaborano e si integrano insieme deriva il nome di Arcipelago ŠCEC.

Ovviamente Arcipelago con lo ŠCEC affronta solo un aspetto, anche se importante come il mezzo di scambio. Per arrivare a risanare sin dalle fondamenta le nostre comunità è necessario agire, meglio se contemporaneamente, su più ambiti di lavoro individuati nelle sette Sovranità:

caffè traspSovranità

Il denaro è al centro delle nostre vite, il suo reperimento è diventato per molti una vera e propria ossessione; non è più un mezzo, uno strumento che agevola gli scambi, ma il fine.

Oxfam ci dice che la ricchezza si concentra sempre di più nelle mani di pochissime famiglie. Nel 2010 388 super ricchi detenevano quanto il 50% della popolazione mondiale più povera, nel 2014 solo 85, nel 2015 80 e nel 2016 62… questo grazie al debito legato alla creazione monetaria e ad una economia diventata un vero e proprio mostro.

E’ necessario ripensare questo strumento per creare abbondanza e redistribuirla equamente nel mondo per renderlo uno strumento di libertà e non di sopraffazione e schiavitù come invece è accaduto per millenni.

La Politica intesa come gestione della cosa comune finalizzata al benessere collettivo è essenziale per una comunità, le scelte che opera nella gestione della cosa comune sono determinanti per la qualità della vita. Poiché il politico è allo stesso tempo specchio ed esempio per chi lo elegge è determinante elevare le qualità morali dell’intera collettività.

La Politica non può e non deve cedere il suo potere ad entità sovranazionali che non perseguono i suoi stessi obiettivi volti al benessere della comunità così come non può e non deve cedere i beni comuni a chi persegue un interesse privato.

Il territorio è un valore inestimabile per la vita della comunità, l’amore per la propria terra e la cura che si ha per il luogo in cui si vive determina la qualità della nostra vita.

Onorare e custodire il genius loci è un atto di estrema saggezza e lungimiranza.

Oggi tutto ciò è messo in serio pericolo dall’estrema cementificazione che procede al ritmo di 35 ettari al giorno, dall’abbandono delle campagne, dall’incuria, dal paesaggio deturpato e dallo sfruttamento eccessivo delle risorse.

Se siamo quello che mangiamo sicuramente oggi non siamo in splendida forma.

Le esigenze industriali, del mercato e il dilagare della chimica, hanno cambiato radicalmente le nostre abitudini alimentari, spezzato quel legame con il cibo prodotto localmente e stravolto l’orologio biologico strettamente connesso alla stagionalità dei prodotti.

Oggi moltissimi sentono sempre più forte il richiamo del cibo sano, della riscoperta della grande biodiversità caratteristica del nostro bel Paese. Tradizione, prodotti locali, stagionalità devono avere una parte sempre maggiore nella nostra dieta perché il cibo è vita.

La salute e la malattia sono lo specchio e la misura del nostro benessere interiore e della nostra armonia con la natura.

Riprendersi la responsabilità della propria vita passa obbligatoriamente dalla salute abbandonando alimentazioni sbagliate, stili di vita innaturali e ritrovando quella sintonia con la natura e i suoi ritmi.

Mangiando sano e adottando stili di vita meno stressanti attuiamo la migliore prevenzione e saremo molto meno dipendenti dall’industria del farmaco che ci vuole vivi, ma meglio se grassi, malati, esauriti e depressi.

Oggi la formazione delle classi future è l’esatto contrario di ciò che dovrebbe essere, invece di “tirar fuori” (educere) i talenti e far divenire realtà i potenziali dei bambini, si istruiscono (istruire metter dentro) a diventare pedine funzionali di questo sistema.

Le scuole sono una prigione che obbliga i giovani a rimanere fermi per molte ore al giorno con nemmeno la classica ora d’aria, ma appena pochi minuti e per di più nemmeno all’aperto. Nemmeno a casa si lasciano liberi di fare ciò che sarebbe naturale per i giovani ovvero sperimentare il mondo attraverso il gioco perché si riempiono di compiti a casa. Il legame con animali e natura è reciso si dai primi anni di vita e si fanno vivere in ambienti sempre più asettici e sterili.

Se si ha a cuore il nostro futuro e non la sopravvivenza del sistema è necessario investire su di una educazione che aiuti a riconoscere e sviluppare le doti uniche che ogni bambino ha.

Ed eccoci arrivati alla Sovranità più importante senza la quale è difficilissimo attuare le precedenti.

La Sovranità personale è quella che ci fa vedere la nostra unicità, il nostro potere personale di determinare in modo consapevole le scelte della nostra vita; è la coscienza che ci porta a essere un tutto unico con la natura e con gli altri esseri umani; è la Sovranità che se attuata, riporta in equilibrio e armonia la scala dei valori e che privilegia l’essere invece che l’avere.

La Sovranità Personale è quella Sovranità che appena si affaccia nella nostra esistenza ci fa vedere quanto barbari e sciocchi siamo stati;
che ci fa collaborare invece che competere, che esalta la nostra unicità e la inserisce armonicamente nell’insieme di altri esseri unici e irripetibili;
che ci apre all’abbondanza e alla felicità.

Forse non è facile da ottenere, ma il risultato merita sicuramente il prezzo pagato perché cambia radicalmente in meglio il mondo, almeno il nostro…