FAQ

Queste sono le domande frequenti che riguardano gli ŠCEC ed il loro utilizzo.
Quello che non riuscirete a trovare qui sono le emozioni che proverete solo usando gli ŠCEC.
Lo ŠCEC è un facilitatore che vi accompagnerà in una economia dal volto umano di chi crede che i rapporti sani siano la base più importante degli affari, che la Solidarietà reciproca sia più potente dell’egoismo e la cooperazione faccia raggiungere risultati migliori della sopraffazione reciproca.

AVVERTENZE:

  1. lo scambio continuato di ŠCEC porta felicità reciproca e per questo crea indipendenza;
  2. può portare irrimediabili cambiamenti nella propria vita, come fischiettare durante la giornata, sorridere molto spesso e a volte vedere tutto rosa.

Eccedere le dosi consigliate è particolarmente consigliato nel caso di persone affette da pessimismo, depressione, egoismo, avidità e prepotenza.

Gli ŠCEC hanno la duplice funzione di aumentare il potere di acquisto delle famiglie e di veicolare la ricchezza verso le attività del circuito aumentandone il fatturato.
L’ISTAT ci dice che 10.000 famiglie, pari ad una cittadina di 50.000 abitanti spendono per cibo e abbigliamento circa 60/ml di euro all’anno che vanno per oltre il 90% alla GDO che non reinveste sul territorio creando così una vera e propria emorragia di ricchezza.

Usando gli ŠCEC invece, si veicola la quota in euro verso attività e produzioni locali che raddoppiano la ricchezza ad ogni volta che gli ŠCEC passano di mano in mano.

Sono un patto stretto fra tutti gli attori del territorio: persone, imprese commerciali, artigiane, agricole, professionisti ed Enti Locali, al fine di promuovere lo scambio di beni e servizi accettando una percentuale del prezzo in ŠCEC.

ŠCEC è l’acronimo di Solidarietà ChE Cammina, la Solidarietà che chi accetta ŠCEC fa accettando meno euro, Solidarietà che ritorna quando si usano e si fanno circolare nuovamente gli ŠCEC.

Sono uno strumento winwin al servizio della comunità. Con i “buoni” il potere di acquisto aumenta perché vengono distribuiti gratuitamente e usandoli aumentano gli scambi di tutte le attività aderenti al circuito.

esempio di circuito scec

 

Il loro uso è intuitivo, basta sostituire la parola sconto con accettazione di ŠCEC, la differenza è che in questo caso nessuno perde qualcosa e si convogliano gli acquisti verso i prodotti e le attività locali

La percentuale accettata è liberamente scelta e con una comunicazione può essere modificata quando si vuole.

Si può ad esempio accettare il 20% per tutto l’anno, per arrivare al 50/70% in particolari periodi o per le rimanenze di magazzino, merce fallata ecc. ecc.

Negli scambi fra privati per vendite e prestazioni occasionali si può arrivare sino al 100% del prezzo

Iscrivendosi al circuito si ricevono i primi 100 ŠCEC elettronici accreditati sul Conto-ŠCEC e si partecipa alle distribuzioni periodiche fatte dall’associazione senza scopo di lucro Arcipelago-ŠCEC.

L’iscrizione è gratuita così come sono gratuite le distribuzioni di ŠCEC, ma è gradita una donazione, meglio se periodica per aiutare i volontari a sostenere i costi del progetto.

Sono sia cartacei che elettronici. Al momento dell’iscrizione viene aperto il Conto-ŠCEC (totalmente gratuito) dove vengono caricati i 100 ŠCEC iniziali. Il Socio può spenderli per via elettronica tramite il QR code e lo smartphone, oppure trasformarli in forma cartacea recandosi al Punto-ŠCEC più vicino.

Il Buono Locale ha un rapporto 1:1 con l’euro (1 ŠCEC = 1 Euro), non è convertibile e si utilizza insieme agli euro.

Quello di ridare slancio ai territori poiché ancorando la spesa al circuito locale favoriscono gli investimenti nell’economia reale e, quindi, generano benessere nello stesso territorio.

Per i consumatori è una reale diminuzione dei prezzi ed un equivalente aumento del proprio potere d’acquisto.Per gli operatori economici è un’opportunità per aumentare il giro di affari incrementando il numero e la fedeltà dei clienti.

Essendo il taglio minimo da 0,50 ŠCEC è opportuno utilizzarli con una spesa minima di 2,50- 5 euro per facilitare il più possibile il loro uso.

Non da chi ha partita Iva per ovvi motivi fiscali. I privati, invece, che ad esempio si scambino un bene, (un tavolo piuttosto che un computer) possono decidere di accettare fino al 100% di Buoni Locali; i quali possono essere utilizzati al 100% anche per altre innumerevoli applicazioni che abbiano per oggetto scambi di tempo per mutuo aiuto ai singoli o alla comunità locale (vedi legge  8/3/2000 n. 53).

ArcipelagoŠCEC provvederà a fare delle distribuzioni periodiche sempre con criteri ispirati ad equità e trasparenza. I Buoni potranno  anche essere ottenuti tramite servizi alla comunità (cura agli anziani, bambini ecc.) o comportamenti virtuosi (raccolta differenziata, mense scolastiche, ecc.).

No. Tecnicamente il Buono da diritto ad uno sconto e quindi come tale non rientra nel computo dell’imponibile per il calcolo delle tasse e dell’Iva.

Ovviamente no. Ogni imprenditore, commerciante, professionista ecc. deciderà in quale percentuale accettare i Buoni Locali di Solidarietà con un minimo di accettazione del 5%

Semplicemente il mercato, se i suoi prezzi saranno concorrenziali grazie anche all’accettazione dei Buoni Locali, allora le sue entrate aumenteranno, se invece i suoi prezzi saranno più alti nonostante i Buoni allora nessuno avrà la convenienza a comprare da lui

Il compito di ArcipelagoŠCEC sarà anche quello di lavorare a fianco degli Accettatori ŠCEC sull’accorciamento delle filiere produttive a cominciare da quella alimentare eliminando tutti gli interventi speculativi e generando così circuiti virtuosi nel territorio e tra territori.

Assolutamente no. Perché a sua volta potrà utilizzare i Buoni Locali ricevuti nel circuito, sia come consumatore, sia servendosi da fornitori aderenti all’Associazione.

Essendo solo una percentuale sulla moneta utilizzata le problematiche inflattive non lo riguardano. È utile inoltre ricordare che fintanto il denaro viene utilizzato in scambi di beni e servizi, cioè nell’economia reale, lì dove scambi e servizi corrispondono ad opportunità e necessità altrettanto reali, non si può generare inflazione.

Questo è un progetto fatto dalla gente per la gente e non ha alcuno scopo di lucro. I soli costi a carico della comunità di Arcipelago ŠCEC i saranno le spese di stampa dei Buoni Locali ŠCEC e altri piccoli costi per la gestione degli strumenti informatici. Oltre alle quote associative dei soci volontari ed attivisti di Arcipelago ŠCEC (stabilite nella misura di €. 50,00 annui o di €. 25,00 e 25 Šcec), il progetto di tale associazione no profit si autosostiene con le donazioni che si possono effettuare o direttamente presso i Punti ŠCEC disolocati sul territorio, o su web con le varie forme di pagamento/contributo disponibili nella sezione “Sostienici” presente in fondo a questo sito web.

Nessuno: perché si presuppone che chi aderisce, credendo alla bontà del progetto non consideri certo un obbligo l’accettare, l’utilizzare e il divulgare il progetto: ma interesse, proprio e del proprio territorio.

Il buon senso, innanzi tutto. Il denaro, tutto il denaro viene scambiato primariamente per convenzione: reciproco riconoscimento di beneficio. Quindi noi tutti ne siamo garanti nella misura in cui vogliamo l’interesse della comunità in cui viviamo.

Nella fase iniziale di un circuito locale è più che normale avere una circolazione difficoltosa. Come ogni novità ha bisogno del suo tempo di accoglimento, comprensione, assestamento e poi di crescita. La migliore risposta è ricordare che noi, ognuno di noi è ArcipelagoŠCEC, è Circuito lì dove si opera: la nostra comprensione e sostegno al progetto deve diventare l’elemento primario di divulgazione, presso clienti e fornitori (già in essere o nuovi).

La falsificazione dei Buoni in un primo momento è un falso problema. Essi circolano a fianco dell’Euro, per cui chi volesse falsificarli avrebbe solo un beneficio minimo dovendo versare una ben più sostanziosa percentuale in Euro. L’ArcipelagoŠCEC ha però già previsto sistemi di antifalsificazione, alcuni già negli ŠCEC oggi circolanti.

In caso di arrotondamento della cifra da riscuotere in Buoni si arrotonda per difetto fino allo 0,25 – 0,75 e per eccesso dallo 0,26 – 0,76.

Esempio 11 euro con 20% di accettazione =   8,80 euro + 2,20 Buoni  diviene :    9 euro e 2 Buoni

Esempio 18 euro con 10% di accettazione = 16,20 euro + 1,80 Buoni  diviene :  16 euro e 2 Buoni

Il Buono Locale ha un rapporto 1:1 con l’euro (1 ŠCEC = 1 Euro), non è convertibile e si utilizza insieme agli euro.